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Fotografo

Come fotografo, Gianfranco Bracci si mette in luce collaborando fin dai primi numeri con la rivista Airone per la quale diventa "Firma di Airone". La sua ttività prosegue con varie collaborazioni e reportage con altre riviste quali   Alp - La Rivista della Montagna - Venerdì di Repubblica. Nel 2000 vince il premio internazionale "Casato Prime Donne" di Montalcino con la seguente motivazione scritta da Sergio Zavoli:

"Per Gianfranco Bracci la campagna senese è insieme un soggetto privilegiato e una sfida. Per secoli la sua bellezza ha attratto pittori e fotografi: alcuni ne sono stati soggiogati rischiando la banalità, altri hanno finito per cercare perfezioni astratte e lontane dal vero. Gianfranco Bracci ha vinto la sfida; la sua è una lettura magistrale di questo territorio. Il soggetto è un tipico pendio della Val d'Orcia, il terrreno è nudo e in profondità si vedono alcune case e pochi alberi. Osservando meglio diventa evidente l'eccezionalità di questa foto: la campagna valdorciana è effettivamente rappresentata così com'è senza artifici, ma la scelta della luce e dei colori permette di cogliere ciò che la rende unica. Siamo davanti a uno scenario misterioso: uguale per secoli e diverso da un'ora all'altrra. Gianfranco Bracci ha offerto una significativa interpretazione di questa terra senza tempo, dove il grano che nasce sembra una seta cangiate e la luce carezza le difformità del suolo con la sensualità di un amante."
Nell'Ottobre 2007 uscirà il libro fotografico di Gianfranco Bracci "Italia terra d'emozioni" edito da "Grafica & Arte" di Bergamo

Alcune foto

Alba sul casentino.

Battitura del riso al tramonto.

Neve all'eremo di Camaldoli.

Dipingendo la casa.

Villaggio del Thar.

Tramonto su una casbah.

Colori della Valdorcia.

Il faraglione di Coromandhel

Sergio Zavoli      

Sergio Zavoli

     

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